Lumirien Caelith della Casata Aeltharyn
| Età | 100 |
Altezza | 170 cm |
Peso | 58 kg |
| Occhi | oro intenso con riflessi ambrati |
Carnagione | chiara e luminosa, |
Capelli | argento-lilla, lunghi e ondulati |
Statistiche
| Forza | 0 |
Mente | 0 |
Salute | 0 |
| Energia | 0 |
Carisma | 0 |
Mana | 0 |
| Esperienza | 0 |
Allineamento | Neutrale - Neutrale |
Descrizione
Altezza: circa 170 cm
Slanciata, con proporzioni armoniose e una postura naturalmente elegante.
Peso: intorno ai 58 kg
Fisico snello e raffinato, più aggraziato che atletico, tipico di un’elfa di stirpe nobile o arcana.
Età elfica apparente: 100 anni
Fisicamente appare come una giovane donna umana sui 22–25 anni, ma lo sguardo e la presenza suggeriscono un’età ben più antica, fatta di esperienza e consapevolezza.
Carnagione: chiara e luminosa, con un sottotono freddo
La pelle è liscia, quasi perlacea, come se riflettesse la luce anziché assorbirla; dà un’impressione eterea, quasi soprannaturale.
Occhi: oro intenso con riflessi ambrati
Molto espressivi e penetranti. Non sono occhi “caldi” nel senso umano, ma brillano di una luce interna, come se custodissero magia o conoscenza antica.
Capelli: argento-lilla, lunghi e ondulati
Curati ma non rigidi, raccolti parzialmente con intrecci e gioielli. Il colore rafforza l’idea di una natura non mortale.
Lineamenti:
Volto affilato ma delicato, zigomi alti, labbra piene ma controllate. Le orecchie elfiche sono lunghe e sottili, ornate da gioielli che sembrano avere valore rituale oltre che estetico.
Impressione generale:
Una figura di bellezza composta e magnetica, non seducente in modo esplicito ma inevitabilmente affascinante. Trasmette potere silenzioso, eleganza antica e una distanza emotiva tipica di chi vive su una scala temporale diversa da quella degli umani.
Lei ha un’aura decisamente eterea, quasi irreale. I capelli sono lunghi e chiarissimi, argentati come la luce della luna, intrecciati con cura in trecce sottili che scivolano lungo la schiena. Tra i capelli spuntano orecchie affusolate, segno di una natura elfica, decorate da gioielli delicati che catturano la luce.
Il volto è fine e armonioso: pelle chiara, lineamenti morbidi ma decisi, e soprattutto occhi dorati, intensi, che sembrano osservare il mondo con calma e lucidità, come se nulla potesse sorprenderla davvero. L’espressione è composta, leggermente malinconica, ma non fragile — più quella di chi ha visto molto e ha imparato a portarne il peso.
Nel complesso, trasmette una sensazione di nobiltà silenziosa: non ha bisogno di imporsi, perché la sua presenza parla da sola. È il tipo di figura che potrebbe essere tanto una guardiana antica quanto una regina lontana, o una viaggiatrice che cammina tra i mondi senza appartenere del tutto a nessuno.
Storia
Nata sotto una congiunzione astrale rara, quando le stelle sembravano più vicine al mondo mortale, Lumirien apparteneva a una delle casate nobili degli elfi grigi o sindar, custodi di antichi saperi e di giuramenti mai scritti. I suoi capelli argentei, insoliti persino tra la sua gente, erano considerati un segno: riflesso della luce delle stelle, presagio di destino e responsabilità.
Cresciuta in un villaggio nascosto tra le fronde di alberi secolari, un luogo che non compariva su alcuna mappa e che mutava aspetto con il mutare delle stagioni, ricevette un’educazione degna del suo lignaggio. Studiò botanica ed erboristeria, imparando a distinguere rimedi da veleni, a leggere la salute della foresta dal colore delle foglie e dal silenzio degli animali. Si diceva che le piante le parlassero quando la luna era alta.
Parallelamente, venne addestrata nell’arte dell’arco stellare, una disciplina elfica che richiede pazienza assoluta e controllo del respiro. Non scoccava frecce per rabbia o per fretta: ogni colpo era una scelta, ogni bersaglio una conseguenza. La sua mira era già leggendaria prima di raggiungere la piena maturità.
Poi arrivò la notte della distruzione.
Qualcosa — non una semplice creatura, ma una forza ostile e deliberata — trovò il villaggio. Le difese naturali che avevano protetto gli elfi per secoli cedettero. Gli alberi sacri bruciarono dall’interno, la magia antica si spezzò come vetro sottile. Non ci furono eroi né battaglie epiche, solo caos, fiamme e urla soffocate dalle foglie.
Sopravvisse per caso o per volontà delle stelle.
Quando tornò tra le rovine, trovò solo cenere, silenzio e radici spezzate. Nessun corpo da piangere, nessun rituale funebre possibile. Da quel giorno, l’arco non fu più soltanto uno strumento di caccia, ma un giuramento.
Ora vaga tra foreste, rovine e sentieri dimenticati. È fiera e riservata, e porta con sé il peso di una nobiltà che non ha più una casa. Usa l’erboristeria per aiutare chi rispetta la natura… e per punire chi la profana. Le stelle, un tempo guida lontana, sono diventate testimoni silenziose della sua vendetta e della sua speranza.
Si dice che quando tende l’arco,
la freccia sappia già dove andare.
Equipaggiamento |
Privilegi |
Attacchi |
Altro |
Animali / Famigli