Hjalti
| Età | |
Altezza | cm |
Peso | kg |
| Occhi | |
Carnagione | |
Capelli | |
Statistiche
| Forza | 0 |
Mente | 0 |
Salute | 0 |
| Energia | 0 |
Carisma | 0 |
Mana | 0 |
| Esperienza | 0 |
Allineamento | |
Descrizione
Con una statura che supera agilmente il metro e ottanta, possiede una corporatura imponente ma asciutta, fatta di muscoli scattanti e spalle larghe adatte alla razzia. La sua carnagione chiara è fittamente coperta da una miriade di lentiggini scure che non risparmiano il viso, le spalle, le braccia e la schiena. Ma a catturare subito lo sguardo sono i suoi occhi di un verde intenso e cristallino, taglienti come lame, incorniciati da una barba scura, folta e maniacalmente curata che ne definisce la mascella, in netto contrasto con i capelli di media lunghezza, portati spesso raccolti alla rinfusa sulla nuca o in cima al capo.
Storia
Hjalti non ha mai superato, in bellezza, in altezza, in forza e destrezza, suo fratello Jorghen. Ha vissuto nella sua ombra: minuto, col viso più asciutto, poche parole in bocca, mai veramente presentato al branco con la sua identità. Eppure, lui e Jorghen erano gemelli identici: stessi gusti in fatto di donne, stessi vizi, stesse abilità nella forgia; stessi vestiti, stesse facce, stesse priorità: assicurarsi di aver fatto abbastanza razzie per il clan e per i prossimi, futuri eredi.
Di essere figlio di una strega e di un vecchio orso, lui questo lo sapeva. Ecco, che cosa aveva di diverso, da Jorghen.
La sua non è la storia di un fratricidio, ma di una scelta concreta: inseguire quella profezia che lo ha portato a imbarcarsi su nAvE e che, non solo gli ha salvato la vita, ma lo ha spogliato di tutte le sue responsabilità di contendersi donna e casato col fratello.
È scomparso, nel vero senso della parola, si è rintanato nel suo armadio e ha fatto uscire tutti gli scheletri. Per questo è un uomo schivo, silenzioso e lento all'ira. Se il mondo animale dovesse essere costituito da due animali soltanto, lui sceglierebbe orsi e civette nane. Quando le sentinelle dei Guardiacaccia, suoi fratelli nelle armi, si concedono ai piaceri della carne, lui resta solo con una pinta. "Lo farei, ma non è né muta né orfana"; questo è quello che gli è stato sentito dire, quando si è trovato addosso facce con espressioni attonite, di uomini e donne. C'è chi dice che sulla sua testa ci sia una taglia, nella locanda dei guardiacaccia si scommette su di lui quando ci sia da combattere corpo a corpo, che lo si sia visto spesso in compagnia di veggenti cieche. C'è addirittura chi sostiene che dorma in una tana con un'orsa, altri rilanciano sostenendo abbia un letto coperto di rovi di spine e che si trasformi in un rapace per dormire sopra di essi e strappare millimetri di carne dal cadavere della sua stessa madre.
Di vero c'è soltanto il fatto che sia animato da un desiderio di guerra che prova a sopire spaccando la legna, che colleziona anelli e ne abbia pure uno al naso, che a guardargli le spalle ci sia lo sfregio di un tatuaggio tribale cancellato da lami arroventate e molteplici flagellazioni.
Equipaggiamento |
Privilegi |
Attacchi |
Altro |
Animali / Famigli