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Syrius - Straniero del Velo
di Komorebi
"Tu sei unico nel modo sbagliato, ed è proprio per questo che sei prezioso. Ora che il tuo pegno è pagato, piccola anomalia... Non ti dico addio. Un guardiano non saluta chi ha imparato a riconoscere... lo osserva, da lontano, per il resto del tempo che gli è concesso. Se tornerai in quest'acqua, per scelta o per destino, mi troverai sveglia."

"Tu sei unico nel modo sbagliato, ed è proprio per questo che sei prezioso. Ora che il tuo pegno è pagato, piccola anomalia... Non ti dico addio. Un guardiano non saluta chi ha imparato a riconoscere... lo osserva, da lontano, per il resto del tempo che gli è concesso. Se tornerai in quest'acqua, per scelta o per destino, mi troverai sveglia."

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Syrius e Nihal, esercitazioni al Dojo - Vespro
di Komorebi
N: "Ouch... e questa era un'ottima Onda d'Urto!" - S: "... Sei completamente impazzita?! Avrei potuto farti del male sul serio, non lo controllavo in piena padronanza, avrei potuto-" - N: "...perdonami. Ma penso fosse necessario! Non è colpa mia se sei una creaturina tanto particolare... ma forse sto iniziando a capire come funzioni per bene." - S: "Ah, "creaturina"... Questa non è una cosa che una "creaturina" sarebbe in grado di fare. Sto per buttarti di peso nella neve, Nihal, e tu non potrai fermarmi. Te la faccio vedere io, l'onda d'urto..."

N: "Ouch... e questa era un'ottima Onda d'Urto!" - S: "... Sei completamente impazzita?! Avrei potuto farti del male sul serio, non lo controllavo in piena padronanza, avrei potuto-" - N: "...perdonami. Ma penso fosse necessario! Non è colpa mia se sei una creaturina tanto particolare... ma forse sto iniziando a capire come funzioni per bene." - S: "Ah, "creaturina"... Questa non è una cosa che una "creaturina" sarebbe in grado di fare. Sto per buttarti di peso nella neve, Nihal, e tu non potrai fermarmi. Te la faccio vedere io, l'onda d'urto..."

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Syrius e gli anni trascorsi a Molag Thuur
di Komorebi
"Per voi, signore della neve."

"Per voi, signore della neve."

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Syrius - Infanzia
di Komorebi
"Il tempo si dilata nella dimensione senza peso dell'acqua. Impotente, trascinato da una corrente che in realtà non esiste, osserva sé stesso bambino con uno sguardo nuovo: gracile, anomalo coi suoi corti capelli bianchi e quegli occhi innaturali, malnutrito, sopportato. Non amato. Non sa se ha sgranato davvero gli occhi, nel rivederlo, ma il sentimento suscitato da quella visione, più che in passato, s'avvicina a uno slancio di bruciante compassione."

"Il tempo si dilata nella dimensione senza peso dell'acqua. Impotente, trascinato da una corrente che in realtà non esiste, osserva sé stesso bambino con uno sguardo nuovo: gracile, anomalo coi suoi corti capelli bianchi e quegli occhi innaturali, malnutrito, sopportato. Non amato. Non sa se ha sgranato davvero gli occhi, nel rivederlo, ma il sentimento suscitato da quella visione, più che in passato, s'avvicina a uno slancio di bruciante compassione."

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Syrius e Piccolaluna al Bayou
di Komorebi
Degli abitanti della palude non si cura, e prim'ancora di poter aggiungere altro ella è già lì, alla sua destra, il suo corpo in forma umana a cingerne le spalle nude per avvicinarlo piano contro di sé. L'albino deglutisce, sopraffatto. Non le impedisce di ravviare i suoi capelli nivei dietro l'orecchio, ma quel contatto lieve solleva sulla sua pelle un brivido visibile, mentre il respiro si fa più profondo e affannoso, a capo chino. La sua presenza imponente, nervosa e definita, sembra piegarsi sotto la forza del suo abbraccio, quasi rimpicciolirsi. Non la guarda, e un tremore contro il quale evidentemente combatte ne irrigidisce la linea definita della mascella. La mano destra, disarmata, sale esitante ma decisa al tempo stesso, per afferrarle con calore un braccio.

Degli abitanti della palude non si cura, e prim'ancora di poter aggiungere altro ella è già lì, alla sua destra, il suo corpo in forma umana a cingerne le spalle nude per avvicinarlo piano contro di sé. L'albino deglutisce, sopraffatto. Non le impedisce di ravviare i suoi capelli nivei dietro l'orecchio, ma quel contatto lieve solleva sulla sua pelle un brivido visibile, mentre il respiro si fa più profondo e affannoso, a capo chino. La sua presenza imponente, nervosa e definita, sembra piegarsi sotto la forza del suo abbraccio, quasi rimpicciolirsi. Non la guarda, e un tremore contro il quale evidentemente combatte ne irrigidisce la linea definita della mascella. La mano destra, disarmata, sale esitante ma decisa al tempo stesso, per afferrarle con calore un braccio.

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Syrius al Dojo
di Komorebi
Ho chiesto un segno, ma l'inverno è rimasto in silenzio.
Solo un cielo sconfinato, immenso e indifferente,
e il gelo che ancora sussurrava il mio nome.

Ho chiesto un segno, ma l'inverno è rimasto in silenzio. Solo un cielo sconfinato, immenso e indifferente, e il gelo che ancora sussurrava il mio nome.

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Elian Faerden
di Komorebi
Non porto addosso l'acciaio di Varinor,
né marcio al richiamo dei tamburi;
io ricucio ciò che cede in silenzio,
con una luce accesa nella nebbia.
Quando il tuono prese ciò che non potei salvare,
e il lutto cadde muto come neve,
imparai che la forza vive nella cura:
non nell'ira, ma nel lasciar andare.

Non porto addosso l'acciaio di Varinor, né marcio al richiamo dei tamburi; io ricucio ciò che cede in silenzio, con una luce accesa nella nebbia. Quando il tuono prese ciò che non potei salvare, e il lutto cadde muto come neve, imparai che la forza vive nella cura: non nell'ira, ma nel lasciar andare.

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Morgan Hamelin
di Komorebi
"I was raised by tavern lanterns, where the songs were cheap but warm. Kept my heart inside a pocket just to keep it safe from storms. With a lute of cracked devotion and a laugh that hides a bruise, I learned life’s a tricky shuffle and the road will always choose."

"I was raised by tavern lanterns, where the songs were cheap but warm. Kept my heart inside a pocket just to keep it safe from storms. With a lute of cracked devotion and a laugh that hides a bruise, I learned life’s a tricky shuffle and the road will always choose."

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Il riposo del bardo
di Komorebi
"È sempre così, sulle braci..." - cit. Ilias

"È sempre così, sulle braci..." - cit. Ilias

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Mordecai
di Komorebi
"Lancia uno scudo al tuo bardo!" - cit. Boguen

"Lancia uno scudo al tuo bardo!" - cit. Boguen

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Syrius e Piccolaluna
di Komorebi
Il primo volto dell'amore aveva ali di fata.  E lui, che aveva imparato a stringere il mondo con gli artigli, non smise mai di ricordare quanto fosse pura la prima cosa che aveva desiderato solo per sé.

Il primo volto dell'amore aveva ali di fata. E lui, che aveva imparato a stringere il mondo con gli artigli, non smise mai di ricordare quanto fosse pura la prima cosa che aveva desiderato solo per sé.

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Elian, Syrius e Morgan
di Komorebi
Ciò che cura conosce il peso della responsabilità. Ciò che sopravvive impara a guardare l'ombra negli occhi. E ciò che ancora sa sorridere e sognare rende il cammino degno d'essere percorso. Nessun'anima è fatta di un solo colore, ma dall'incontro di tutte le sue voci.

Ciò che cura conosce il peso della responsabilità. Ciò che sopravvive impara a guardare l'ombra negli occhi. E ciò che ancora sa sorridere e sognare rende il cammino degno d'essere percorso. Nessun'anima è fatta di un solo colore, ma dall'incontro di tutte le sue voci.

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